Forse in nessun altro luogo, come in questo lembo di terra, si è verificata, nel corso di quasi quattromila anni, una così alta concentrazione di storie ed eventi legati alla dimensione del sacro, a cominciare dalle testimonianze che emergono dalla necropoli italica sottostante il Monte Cerro, straordinario esempio del bisogno di trascendenza di popoli antichissimi, per arrivare alle persecuzioni dei primi cristiani: San Massimo, divenuto poi patrono della città dell’Aquila, fu martirizzato proprio in questi luoghi, su Monte Circolo, nel 250 d.C.; e Monte Circolo, sul cui cucuzzolo si possono ancora ammirare i resti del Castello di Ocre, più in basso conserva altri resti ben più antichi, quelli del tempio mitraico della cosiddetta “ciciuvetta”, dedicato al dio Sole.

C’è una continuità storica, una sorta di filo rosso che scandisce un percorso di una sacralità non solo cristiana e riverbera una luce speciale su questo territorio e, in particolare, su due luoghi tra i più suggestivi d’Abruzzo: il Monastero-Fortezza di Santo Spirito, la cui storia si intreccia strettamente con le vicende del Beato Placido da Roio e il Convento di Sant’Angelo d’Ocre, a metà strada tra S. Panfilo d’Ocre e Fossa, approdo nel corso dei secoli, di Santi e Beati.

Qui hanno inteso dare seguito alla loro vocazione e alla loro missione di evangelizzazione il Beato Placido da Roio, il Beato Bernardino da Fossa, il Beato Anselmo da Pizzoli, il Beato Timoteo da Monticchio, il Beato Ambrogio, il Beato Domenico, fino ad arrivare a San Cesidio da Fossa, il giovane frate missionario martirizzato in Cina nel 1900, ucciso per mano dei sanguinari “boxers” che avevano scatenato una feroce persecuzione contro i cristiani, fu poi canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il primo ottobre del Duemila.

Figure carismatiche che hanno caratterizzato questo luogo, scrigno di misticismo e religiosità e le cui spoglie e reliquie sono qui custodite a testimonianza di una sacralità che si identifica strettamente con la storia del territorio.